Informazioni sul parco

Il Parco degli Acquedotti fa parte del Parco Regionale Suburbano dell'Appia Antica. Il suo territorio é compreso, per una estensione di circa 240 ettari, tra via Appia e via Tuscolana, ed è delimitato da via Lemonia, via Capannelle, via Appia e via del Quadraro.

Nel suo ambito sono presenti numerosi manufatti di epoca romana, rinascimentale e dell’ottocento. Si annoverano, infatti, sei, degli undici grandi acquedotti costruiti dai romani, ed uno rinascimentale, ed altri edifici di epoche romana e successive, tra cui la villa delle Vignacce, la Tomba dei cento scalini, una cisterna con torretta, varie tombe, il fosso dell’acqua mariana, il casale di Roma Vecchia e la stazione del Ferrovia, Roma-Frascati, di Pio IX. Gli acquedotti sono quelli dell’Anio Vetus, in sotterranea, dell’Acqua Marcia, della Tepula, Iulia, e Felice, sovrapposti, dell’Acqua Claudia ed Anio Novus, anchessi sovrapposti.

L’acquedotto Felice , il nome deriva da Felice Peretti (Papa Sisto V dal 1585 al 1590) , fu da questi fatto costruire nel 1585 utilizzando le arcate dell’acquedotto Marcio. 

In via del Quadraro si possono ammirare le arcate dell’acquedotto Claudio che qui raggiungono la massima altezza (27-28 metri), recenti scavi hanno portato alla luce una serie di strutture comprendenti alcuni monumenti sepolcrali, un edificio identificato come un tempio o mausoleo, un piccolo colombaio, resti del basolato della via Latina  ed un albergo con impianto termale (mansio).

Tutte queste strutture non sono al momento visibili in quanto ricoperte. La villa detta le Vignacce è una delle più grandi ville suburbane di questa zona; databile tra il II e il IV secolo d.C., fu probabilmente costruita da Q. Servilio Pudente, ricco produttore di laterizi del tempo di Adriano (117-138 d.C.), come sembrano dimostrare alcuni “bolli laterizi” e tubi di piombo (fistulae) recanti il suo nome, rinvenuti negli scavi. I resti conservati della villa si riferiscono ad un grande complesso termale e a una cisterna a due piani, alimentata dal vicino Acquedotto Marcio.

Il Casale di Roma Vecchia e la località in cui si trova prendono nome dalla vicina villa dei Sette Bassi in quanto, data la grande estensione delle sue rovine, nel Settecento si riteneva che queste appartenessero ad un’altra città antica simile a Roma. Si tratta di un casale-torre, situato lungo la via Latina, probabilmente  sul luogo di una antica stazione di posta, risalente al XIII secolo. Il casale si trova in posizione strategica, tra gli acquedotti dell’Acqua Claudia e Marcia.

Accanto al Casale di Roma Vecchia corre il fosso dell’Acqua Mariana, detto marrana già nel medioevo. Si tratta di un fosso per gran parte a cielo aperto, realizzato  da Callisto II nel 1122 per riportare l’acqua a Roma degli acquedotti dell’Acqua Tepula e Iulia. Da allora il termine "marrana" indica a Roma tutti i fossi presenti nel suburbio. Accanto al fosso sono i resti di una torre medioevale del XIII secolo, costruita su una cisterna romana.

Più avanti, tra l’acquedotto Claudio e la ferrovia Roma-Cassino, si trova la cosiddetta "tomba dei cento scalini", così chiamata dal numero dei gradini che conducono alla camera sepolcrale; qui, entro alcune nicchie (arcosoli) si trovano dei sarcofagi in marmo  con coperchio a spiovente; alcuni cunicoli sono stati in seguito scavati nella tomba, probabilmente per essere utilizzati come catacombe.